DOCUMENTAZIONE PRODOTTA DAL GRUPPO

Ultimo Agg:
04/06/2005



NUOVO "ASSALTO AI TORRENTI" domande e risposte sulle Centraline
Con questa pubblicazione il Nostro Gruppo, assieme al Gruppo Valmasino e Lega Ambiente vuole raggiungere quante più persone possibile con parole semplici e vuole divulgare risposte altrettanto semplici ai più frequenti quesiti che la gente si pone sul problema dei piccoli salti idroelettrici.
  Intervento al Convegno organizzato da ACLI il 17/04/2004
  Osservazioni al prg di Chiesa Valmalenco presentate il 19/04/2004
  Programma acque 2004
Per le elezioni Europee, provinciali, comunali 2004
  Osservazioni all'atto di indirizzi sulle acque del 09/05/2004l
  PTCP - Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale
Estratto delle norme di attuazione: Articolato sull'acqua e ....
  Articolo apparso sulla rivista "Pescare in Valtellina" di UPS 21/01/2004
Acque e controlli
  Intervento al Convegno indetto dal CAI Valdidentro il 27/09/2003
Decalogo sulle acque: programma elettorale
Programma sottoposto ai candidati delle liste presentate per la campagna elettorale 2003 del comune di Chiesa Valmalenco .

Incontro con il Presidente della Provincia Tarabini del 21 Novembre 2002:
(Attenzione: i documenti sono stati passati allo scanner con OCR, potrebbero contenere degli errori)
Resoconto dell'incontro
Bozza di delibera regionale che autorizza l'uso dei criteri.
Allegato Criteri per la verifica delle risorse idriche disponibili ed il rilascio delle concessioni di derivazione d'acqua in Provincia di Sondrio
Minicentrali Idroelettriche: contesto economico-politico


DATI IDRAULICI DEL TORRENTE MALLERO (Tabella)
Tratto dal Libro : CORSI D' ACQUA DELLA VALTELLINA
Dati Idrografici rilevati dalla sezione del Genio Civile di Sondrio
Per lo studio dei Torrenti.
Lunghezza dei rami principali e secondari, superficie dei bacini imbriferi

MINICENTRALI IDROELETTRICHE: CONTESTO ECONOMICO-POLITICO   

 

Dopo il varo del decreto Bersani sulla liberalizzazione del mercato idroelettrico si è assistito al proliferare di domande di concessione di acqua per uso idroelettrico fino ad una potenza di 3 Mw: il cosiddetto “mini idroelettrico” o “sfruttamento idroelettrico da piccoli salti”. Ciò è dovuto al fatto che questi impianti riescono ad avere il “certificato verde” perchè producono energia pulita e rinnovabile; al pari degli impianti eolici o solari.Il decreto Bersani obbliga ogni produttore di energia elettrica a mettere sul mercato almeno una percentuale del 2 o 3 percento di energia derivante da certificati verdi sul totale prodotto.Quindi l’ energia da certificati verdi è pagata molto bene ( dalle 200 alle 260 lire a Kwh) per almeno 8 anni ed è per di più obbligatoria.

Molte imprese hanno considerato questa una golosa opportunità ed è per questo che nella provincia di Sondrio (dove si produce già dagli anni 50-60 una buona fetta dell’energia idroelettrica Italiana a cura di Enel, Edison ex Sondel ex Falck, Aem di Milano) ci sono state richieste per circa 80-90 impianti di questo genere. Molti di questi sono già in servizio, molti in costruzione, parecchi in istruttoria.

La nocività di questi impianti non è indifferente se ci si riferisce ad un territorio come la Valtellina che è già stato ampiamente sfruttato e compromesso ( circa l’80-90 percento dei torrenti è già oggetto di derivazione idroelettrica). Soprattutto si tratta di impianti “di piccola taglia” che prelevano acqua da torrenti di valli secondarie, non molto antropizzate e generalmente di alto pregio ambientale o etnografico. Anche se la concessione prevede che il concessionario rilasci un quantitativo di acqua per il benessere del torrente (minimo deflusso vitale)  la quantità in questione è quasi sempre insufficiente e spesso invisibile.

Anche la fase di costruzione di questi impianti può causare danni notevoli: si pensi alla costruzione di strade accessorie, scavi per la posa delle condotte, briglie o sbarramenti per la presa dell’acqua, linee in cavo per l’allacciamento alla rete.

Questi impianti godono anche di una corsia legislativa preferenziale e ad essi viene attribuita l’”utilità pubblica”; questo vuol dire che ottengono con una certa facilità lo stralcio da aree vincolate.

La cosa è ancora più grave se si pensa che questo tipo di infrastrutture sono state concepite esclusivamente come business e non contribuiscono, se non  minimamente, alla riduzione del fabbisogno energetico nazionale.

Per  venire alla Valmalenco (valle laterale del fiume Adda che parte da Sondrio e si dirige a Nord) abbiamo già insediati dal 1950-60 impianti e dighe dell’Enel che producono dai 600 ai 800 milioni di Kwh: sono grandi e monumentali opere di sbarramento, km di gallerie e di condotte forzate, che appartengono alla ormai alla storia degli insediamenti idroelettrici del boom economico e che captano buona parte delle risorse idriche disponibili. A questa situazione negli ultimi anni si sono aggiunte 2 centraline già funzionanti, 3 in costruzione, 1 in istruttoria e probabilmente qualche altra in fase di richiesta ma non ancora pubblicata sui bollettini regionali.

Il “Gruppo Valmalenco” è nato da questo stato di cose e si propone di studiare tutte le richieste di derivazione in corso e in esercizio, informare la popolazione, contribuire ad un dibattito allargato a tutta la società civile, sindacato, istituzioni per addivenire ad una moratoria delle concessioni di questo tipo.